La poetessa e scrittrice Maddalena Vurchio, titolare del B&B " Le stagioni", vi omaggia di alcune sue poesie presenti in diverse antologie italiane.
Castel del MonteAll'immortal gigante.
Misteriosa luce folgorante. Prezioso diadema imperiale che domina dall'alto del dolce monte la campestre semplicità della piana sottostante. Giardino naturale e selvaggio. Effluvi che incensano l'aria coi loro turiboli naturali. Viottoli serpeggianti su aride stoppie come savana. Din don di campanacci di placidi greggi al pascolo vegliati da umili pastori ignari dei nobili natali di colui che volle l'immortal gigante. Superbo imperatore a caccia col suo falco sull'avambraccio. Luogo d'incanto posto lì per fini più allti. Grandi silenzi dell'aria dove la casa di Dio si manifesta ed è grande e la natura sottostante si inebria di arcane melodie celestiali. E le nevicate sono petali di candide rose sfogliate. |
Primavera murgianaNon di aguzzi pinnacoli son fatte le Murge,
ma di dolci declivi quasi fossero morbide colline. Coi lor versanti maculati di pietra carsica, si sporgono, come a voler toccare con mano un antico maniero a forma ottagonale che un potente sovrano volle incastonare tra la lor natura brulla e selvaggia per renderla ancor più grande. "Castel del Monte" così esso si chiama. Una natura assetata di acqua che nei dì cocenti dell'estate par arida savana. Marzo le toglie il pesante cappotto invernale e le regala un vestito di seta fine, tutto a fiori ricamato. Son fiori delicati, fiori di campo che per il fresco clima stentano ad aprirsi. Interviene Aprile e poi il suo amico Maggio col lor clima più caldo. Chiazze di rossi papaveri sparse qua e là sembrano occhi di pavoni che fan la ruota tra selve di verdi tronchi di ferule, leggeri come spugne che sul finir di Giugno imbrunano e spengono gli ombrellini di giallo merlettati issati agli apici dei lor brevi palchi fatti a mo' di scala. Danzano al venticello che lassù sempre spira nei lor vestiti irti di spine, i cardi benedetti dritti come bastoni pastorali coi lor pomelli rosso cardinale. Gli fan compagnia le leggiadre ombrellifere anch'esse danzanti su steli fini nei lor candidi tutù come classiche ballerine. Ed il blu del mare si specchia sognante nel fiore della cicorietta selvatica. Fan capolino dalle foglie larghe del finocchietto, tutte a terra cascanti e di meravigliose trine ricamate, minuscole orchidee su cui si infrangono i colori dell'arcobaleno che reggono in mano, a mo' di scettro, il profumato suo cannello. Le fan dame di compagnia malve, convolvoli e ciclamini tutte striate di scure venature. Corrono ai bordi di antiche siepi e serpeggianti sentieri, come frange di tappeti dorati, i fiori della rucola e del tarassaco. Volano a grandi cerchi nel cielo alto i rondoni venuti dalla lontana Africa per rendere più netta la sua aria. E quando lassù tutto si oscura e si fa plumbeo ed il lor volo si fa basso, arridono i fiori al profumo dell'acqua prima che la natura ritorni ad essere arida savana. |