"LE STAGIONI"  Bed & Breakfast
  • Home
  • Photogallery
  • Tariffe e Servizi
  • Itinerari
  • Contatti
  • Dove siamo
  • English
  • "Gocce Di Inchiostro"
La poetessa e scrittrice Maddalena Vurchio, titolare del B&B " Le stagioni", vi omaggia di alcune sue poesie presenti in diverse antologie italiane.

Castel del Monte

All'immortal gigante.
Misteriosa luce folgorante.
Prezioso diadema imperiale
che domina dall'alto del dolce monte
la campestre semplicità
della piana sottostante.
Giardino naturale e selvaggio.
Effluvi che incensano l'aria
coi loro turiboli naturali.
Viottoli serpeggianti su aride stoppie
come savana.
Din don di campanacci
di placidi greggi al pascolo
vegliati da umili pastori
ignari dei nobili natali
di colui che volle
l'immortal gigante.
Superbo imperatore
a caccia col suo falco sull'avambraccio.
Luogo d'incanto
posto lì per fini più allti.
Grandi silenzi dell'aria
dove la casa di Dio
si manifesta ed è grande
e la natura sottostante
si inebria di arcane
melodie celestiali.
E le nevicate sono petali
di candide rose sfogliate.

Primavera murgiana

Non di aguzzi pinnacoli son fatte le Murge,
ma di dolci declivi
quasi fossero morbide colline.
Coi lor versanti maculati di pietra carsica,
si sporgono, come a voler
toccare con mano un antico maniero
a forma ottagonale
che un potente sovrano
volle incastonare tra la lor natura
brulla e selvaggia
per renderla ancor più grande.
"Castel del Monte" così esso si chiama.
Una natura assetata di acqua
che nei dì cocenti dell'estate
par arida savana.
Marzo le toglie il pesante cappotto invernale
e le regala un vestito di seta fine,
tutto a fiori ricamato.
Son fiori delicati,
fiori di campo che per il fresco clima
stentano ad aprirsi.
Interviene Aprile e poi il suo amico Maggio
col lor clima più caldo.
Chiazze di rossi papaveri
sparse qua e là
sembrano occhi di pavoni
che fan la ruota
tra selve di verdi tronchi di ferule,
leggeri come spugne
che sul finir di Giugno
imbrunano e spengono gli ombrellini
di giallo merlettati
issati agli apici dei lor brevi palchi
fatti a mo' di scala.
Danzano al venticello
che lassù sempre spira
nei lor vestiti irti di spine, i cardi benedetti
dritti come bastoni pastorali
coi lor pomelli rosso cardinale.
Gli fan compagnia le leggiadre ombrellifere
anch'esse danzanti su steli fini
nei lor candidi tutù
come classiche ballerine.
Ed il blu del mare si specchia sognante
nel fiore della cicorietta selvatica.
Fan capolino dalle foglie
larghe del finocchietto,
tutte a terra cascanti
e di meravigliose trine ricamate,
minuscole orchidee su cui si infrangono
i colori dell'arcobaleno
che reggono in mano, a mo' di scettro,
il profumato suo cannello.
Le fan dame di compagnia
malve, convolvoli e ciclamini
tutte striate di scure venature.
Corrono ai bordi di antiche siepi
e serpeggianti sentieri,
come frange di tappeti dorati,
i fiori della rucola e del tarassaco.
Volano a grandi cerchi nel cielo alto
i rondoni venuti dalla lontana Africa
per rendere più netta la sua aria.
E quando lassù tutto si oscura
e si fa plumbeo
ed il lor volo si fa basso,
arridono i fiori al profumo dell'acqua
prima che la natura ritorni
ad essere arida savana.
Create a free website with Weebly